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Naspi e idranti: differenze e controlli periodici
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Quando entro in un capannone, in un'autorimessa o in un condominio per la manutenzione antincendio, una delle domande che mi fanno più spesso è: "Ma questo è un naspo o un idrante?". Sembrano la stessa cosa, stanno tutti e due in una cassetta rossa attaccata al muro e servono entrambi a portare acqua sul fuoco. In realtà sono due presidi diversi, pensati per usi diversi, e anche i controlli che richiedono non sono identici. In questo articolo spiego le differenze con parole semplici e cosa succede durante le verifiche periodiche.
Cos'è un idrante a muro
L'idrante a muro è composto da una cassetta con una valvola di intercettazione, una tubazione flessibile appiattibile (la classica manichetta, che quando è vuota è piatta come un nastro) e una lancia erogatrice. Per usarlo bisogna srotolare completamente la manichetta, collegarla se non è già collegata, aprire la valvola e dirigere il getto.
È un presidio che eroga portate importanti, ma richiede un minimo di pratica: la manichetta va stesa tutta, altrimenti l'acqua non passa bene, e la pressione alla lancia si sente. Per questo di solito è indicato per ambienti dove c'è personale addestrato.
Cos'è un naspo
Il naspo invece ha una tubazione semirigida avvolta su una bobina girevole. La tubazione mantiene sempre la sua forma tonda, quindi l'acqua arriva alla lancia anche se il tubo è srotolato solo in parte. Si tira, si apre e si usa, anche da soli.
Le portate sono in genere più contenute rispetto a un idrante, ma la facilità d'uso lo rende adatto dove chi interviene non è un addetto esperto: uffici, negozi, parti comuni di un edificio.
Le differenze in pratica
- Tubazione: appiattibile per l'idrante, semirigida su bobina per il naspo.
- Uso: l'idrante va steso completamente, il naspo si può usare anche parzialmente svolto.
- Chi lo usa: l'idrante chiede un po' di addestramento, il naspo è più intuitivo.
- Portata: in genere maggiore per l'idrante.
- Manutenzione: la manichetta dell'idrante soffre di più se resta piegata per anni, la tubazione del naspo va controllata soprattutto sugli attacchi e sulla bobina.
La scelta tra uno e l'altro non la fa il proprietario a caso: dipende dal tipo di attività, dal livello di rischio e da quanto previsto nel progetto antincendio. Io mi occupo di installazione e manutenzione, mentre la progettazione dell'impianto spetta a un professionista abilitato.
Cosa si controlla periodicamente
Sia per i naspi sia per gli idranti la regola è la stessa: devono funzionare il giorno in cui servono. La normativa antincendio attuale chiede che impianti e attrezzature siano mantenuti in efficienza, con controlli periodici svolti da tecnici qualificati e registrati. Le cadenze precise sono indicate dalle norme tecniche di settore; nella pratica il controllo periodico ricorrente è semestrale, con verifiche più approfondite a intervalli più lunghi.
Controlli sulla cassetta e sugli accessori
- la cassetta è integra, si apre senza forzare e il vetro o lo sportello a rottura sono al loro posto;
- la segnaletica è presente e visibile;
- la lancia c'è, non è danneggiata e la regolazione del getto funziona;
- il presidio non è coperto da scaffali, pallet o materiale accatastato (succede più spesso di quanto si pensi).
Controlli sulla tubazione
Per l'idrante stendo la manichetta e la controllo per tutta la lunghezza: crepe sulle pieghe, abrasioni, raccordi ossidati. Una manichetta rimasta piegata sempre nello stesso punto per anni tende a indebolirsi proprio lì. Per il naspo verifico che la bobina giri bene, che la tubazione non sia schiacciata o screpolata e che gli attacchi non perdano.
Prova di pressione e portata
Con il manometro verifico che all'idrante o al naspo arrivi pressione e che l'erogazione sia adeguata. Se la pressione è bassa il problema può essere a monte: valvole semichiuse, gruppo di pompaggio che non parte, alimentazione insufficiente. Da idraulico, questa è la parte in cui mi trovo più a mio agio, perché spesso il guasto è proprio sulla rete di tubazioni.
Registro e cartellino
Ogni controllo va annotato sul registro antincendio e sul cartellino del presidio, con data ed esito. Il registro è la prima cosa che si guarda durante un sopralluogo, e un registro vuoto equivale a dire che i controlli non sono stati fatti.
I problemi che trovo più spesso
- Manichette mai srotolate: installate e poi dimenticate, con crepe lungo le pieghe.
- Lance mancanti: qualcuno le ha prese "in prestito" per lavare il piazzale.
- Valvole bloccate: calcare e anni di inattività rendono dura l'apertura.
- Rete senza pressione: tubazioni chiuse a monte durante un lavoro e mai riaperte.
- Presidi coperti: cassette nascoste dietro merce o arredi.
Sono tutte cose che si risolvono facilmente se si scoprono in un controllo, e che diventano un guaio serio se si scoprono durante un incendio.
Il legame con gli altri presidi
Naspi e idranti non sono mai soli: di solito convivono con estintori, porte tagliafuoco e segnaletica. Ho spiegato il quadro generale nell'articolo sulla manutenzione di estintori, idranti e porte REI. Anche la rete idrica che alimenta gli idranti merita attenzione: una tubazione trascurata può dare gli stessi problemi di un normale impianto con perdite nascoste, solo che qui la posta in gioco è la sicurezza. Se state pensando a un impianto per un'attività produttiva, può interessarvi anche la lettura su cosa sapere prima di rifare un impianto.
Domande frequenti
Posso sostituire un idrante con un naspo per comodità?
Non di propria iniziativa. Il tipo di presidio è stabilito dal progetto antincendio dell'attività: eventuali modifiche vanno valutate dal tecnico che lo ha redatto o da un professionista abilitato.
Ogni quanto vanno controllati?
Il controllo periodico ricorrente è in genere semestrale, con verifiche più approfondite a cadenze più lunghe secondo le norme tecniche. Tra un controllo e l'altro è utile una sorveglianza visiva da parte del personale interno.
La manichetta vecchia si può riparare?
Se è danneggiata di solito si sostituisce. Una manichetta che non supera la prova non dà garanzie e cambiarla costa meno dei rischi che comporta.
Chi deve occuparsi dei controlli?
Il responsabile dell'attività, o l'amministratore per le parti comuni del condominio, deve affidarli a un tecnico manutentore qualificato e conservare il registro aggiornato.
Serve un controllo?
Seguo manutenzione di naspi, idranti e reti antincendio a Rapolla, Melfi, Barile, Rionero, Venosa, Lavello e Potenza. Se volete far controllare i presidi della vostra attività o del condominio, scrivimi a idraulicodirapolla@gmail.com o usa il modulo nella pagina Contatti.
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Operiamo in Basilicata, Puglia, Campania e Calabria. Raccontami il tuo problema: ti rispondo via email.
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