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Manutenzione estintori, idranti e porte REI: guida

Oltre al lavoro da idraulico, mi occupo di manutenzione antincendio: estintori, impianti idranti, naspi e porte REI. Nei negozi, nelle officine, negli uffici e nei condomini del Vulture capita spesso di trovare presidi installati anni fa e poi dimenticati, con il cartellino scaduto o il registro mai compilato. In questo articolo spiego, in termini generali, cosa prevede la manutenzione, chi deve occuparsene e quali controlli servono, così da arrivare preparati a un sopralluogo o a una verifica. Perché la manutenzione antincendio non è un optional Un estintore scarico, un idrante con la manichetta secca e crepata o una porta tagliafuoco che non si richiude da sola sono presidi che, nel momento del bisogno, non funzionano. La legge chiede al datore di lavoro, o a chi ha la responsabilità dell'attività, di mantenere in efficienza le attrezzature e gli impianti antincendio. Nei condomini, per le parti comuni, il riferimento è l'amministratore. Il riferimento principale è il DM ...

Impianto idraulico su due livelli: multistrato e rame

Le foto di questo articolo le ho scattate nell'ottobre 2011, durante il rifacimento dell'impianto idrico e termico di una casa su due livelli: piano giorno sotto, piano notte sopra. Sul cantiere si vedono insieme tre materiali diversi, multistrato, rame e polipropilene, perché una parte dell'impianto esistente andava recuperata e una parte andava rifatta da zero. È un caso che capita spesso nelle case del Vulture, e per questo lo racconto passo per passo.

Il lavoro: impianto su due livelli con piano giorno e piano notte

La casa aveva due esigenze diverse. Al piano giorno cucina, bagno di servizio e termosifoni del soggiorno; al piano notte camere e bagno principale. Portare acqua calda, fredda e riscaldamento su due piani significa pensare bene al percorso dei tubi: dove salgono, dove si dividono, come si chiudono in caso di guasto.

Ho scelto di lavorare così:

  • multistrato per le nuove linee dell'acqua sanitaria e dei termosifoni, perché si piega a mano e segue bene i passaggi tra un piano e l'altro;
  • rame nei tratti che erano già in buono stato e nei collegamenti vicino alla caldaia;
  • polipropilene a saldare dove c'erano vecchie linee dello stesso materiale da raccordare senza smontare tutto.

Unire materiali diversi non è un problema se si usano i raccordi di transizione giusti e se si rispettano le tenute: il punto delicato è sempre il passaggio da un materiale all'altro, che deve rimanere ispezionabile o comunque fatto a regola.

Elettrovalvola e caldaia all'esterno

Due dettagli di questo impianto meritano una spiegazione. Il primo è l'elettrovalvola: permette di chiudere l'alimentazione in automatico, ad esempio quando il sistema di comando lo richiede o in caso di anomalia. È una piccola spesa in più che dà tranquillità, soprattutto in case dove non si è sempre presenti.

Il secondo è l'attacco della caldaia all'esterno. Mettere la caldaia fuori, in un vano o su una parete protetta, libera spazio in casa, semplifica i controlli periodici del tecnico e, per le caldaie a gas, allontana l'apparecchio dagli ambienti abitati. Bisogna però usare un modello adatto all'installazione esterna e proteggere bene i tubi dal gelo, cosa che dalle nostre parti d'inverno non è un optional.

Le foto del cantiere

Qui sotto le foto del lavoro: i tubi che salgono tra i due piani, le linee in multistrato a pavimento prima del massetto, i collegamenti in rame e i raccordi con il polipropilene.

Impianto idraulico su due livelli, tubi multistrato a pavimento prima del massetto
Linee in multistrato per acqua calda e fredda al piano giorno
Passaggio dei tubi tra piano giorno e piano notte
Tubi multistrato per termosifoni in una casa su due piani
Collegamenti in rame vicino alla caldaia
Raccordi di transizione tra multistrato e polipropilene
Distribuzione idrica al piano notte con tubo multistrato
Tubazioni del bagno al piano superiore
Attacchi idrici a parete prima della chiusura delle tracce
Elettrovalvola installata sulla linea di alimentazione
Tubi di mandata e ritorno verso la caldaia esterna
Impianto termico e idrico su due livelli, vista d'insieme del cantiere

Come si progetta un impianto su due piani

Una salita principale, non tante

Conviene concentrare le salite dei tubi in un punto, magari vicino al bagno o in un cavedio. Meno passaggi nei solai vuol dire meno lavoro murario e meno punti a rischio.

Chiusure separate per piano

Metto sempre la possibilità di chiudere un piano senza lasciare a secco l'altro. Se domani si rompe un rubinetto in camera, in cucina l'acqua continua ad arrivare. Con un collettore questo diventa ancora più semplice, come ho spiegato nell'articolo sull'impianto multistrato su 2 livelli con collettore.

Isolare i tubi dell'acqua calda

Le linee di mandata e ritorno dei termosifoni e l'acqua calda sanitaria vanno coibentate, altrimenti si disperde calore nei muri e nel massetto.

Domande frequenti

Si possono unire rame, multistrato e polipropilene nello stesso impianto?

Sì, con raccordi di transizione adatti. L'importante è non fare giunzioni improvvisate e fare una prova di tenuta prima di chiudere le tracce.

Quanto costa rifare l'impianto di una casa su due livelli?

Dipende da metri quadri, numero di bagni, termosifoni e da quanto si può recuperare dell'esistente. Per una cifra seria serve un sopralluogo: i costi sono sempre indicativi finché non si vede la casa.

La caldaia esterna gela d'inverno?

Le caldaie da esterno hanno una protezione antigelo, ma i tubi di collegamento vanno comunque isolati bene. Se l'impianto è vecchio, vale la pena leggere anche come prevenire le perdite d'acqua in casa.

Hai una casa su due piani da sistemare?

Lavoro a Rapolla, Melfi, Barile, Rionero, Venosa, Lavello, Potenza e nei paesi vicini. Se devi rifare l'impianto idrico o termico, anche solo in parte, scrivi a idraulicodirapolla@gmail.com: vengo a vedere e ti preparo un preventivo.

Ti serve un idraulico o un tecnico antincendio?

Lavoro a Rapolla, Melfi, Barile e nel Vulture. Raccontami il tuo problema: ti rispondo via email.

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Commenti

  1. Salve e complimenti.
    Una domanda gentilmente. Ho installato una scatola sifonata che oltre a raccogliere scarico di lavandino e bidet, funge come scarico doccia a pavimento. É corretta la funzione di scarico doccia diretto? O ci sono problemi di reflusso acque o odore? Grazie mille

    RispondiElimina

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